Fuerteventura, 5 giorni nell'isola del vento

Pubblicato il 11 aprile 2026 alle ore 18:29

A febbraio di quest'anno sono stato per la seconda volta nelle Isole Canarie, questa volta a Fuerteventura, che insieme a Lanzarote risulta essere la più arida e la più vicina alle coste Africane. L'isola colpisce per il suo aspetto lunare, è caratterizzata da un clima mite tutto l'anno e dal forte vento che la colpisce costantemente, proprio per questo è una delle mete preferite dai surfisti. 

Qui ho trovato una natura selvaggia e ancora poco incontaminata rispetto alla vicina Gran Canaria, con lunghe spiagge dorate e piccoli villaggi autentici nell'entroterra.

GIORNO 1-2

Sono arrivato nell'aeroporto di Fuerteventura nel tardo pomeriggio, dopo aver preso la macchina a noleggio da Autoreisen mi sono diretto nella GuestHouse che mi avrebbe ospitato per le successive 4 notti. Il posto si chiama MAAR House e si trova a Lajares un piccolo villaggio a 15 minuti da Corralejo, una delle mete più turistiche dell'Isola, ho mangiato un ottimo smashburger da Kuma Lajares e dopo una breve passeggiata sono tornato in camera.

La mattina seguente, dopo una colazione buonissima da La Paneteca, ho preso la macchina proprio in direzione Corralejo, mi sono fermato subito nella zona delle Dune e delle grandi spiagge di Corralejo, precisamente a Playa del Moro, una spiaggia stupenda, con sabbia finissima e uno spazio infinito. L'acqua era molto fredda, come sempre nelle isole dell'Atlantico e quindi ho deciso di passare solo qualche ora di relax, con il vento ancora molto calmo rispetto alle giornate successive. Per il pranzo mi sono spostato nel centro città di Corralejo, molto carino e caratteristico, dove ci si può perdere per qualche ora tra negozi, locali e spiagge . Ho mangiato da Lumos, un locale gestito da una coppia di ragazzi Italiani che fanno una puccia salentina spaziale! Sicuramente il "ristorante" migliore in cui sono stato durante la mia permanenza a Fuerteventura, proprio per questo ho deciso di provarlo un'altra volta la sera prima del mio ritorno in Italia.

Nel pomeriggio sono andato nella zona ovest dell'Isola, a El Cotillo, un piccolo villaggio di pescatori caratterizzato da case bianche e spiagge vulcaniche. E' una zona lontana dal turismo di massa nonostante i tramonti spettacolari sull'Oceano e l'autenticità che trasmette; a parer mio è l'anima più genuina di Fuerteventura insieme ai villaggi dell'entroterra. Verso sera è iniziato a piovere, così ho deciso di tornare a Lajares, ho cenato da OUM, un ristorante Libanese di ottima qualità, qui ho mangiato il pollo alla brace più buono della mia vita e altre tapas deliziose, tra cui hummus e falafel; il prezzo era un po' superiore rispetto alla media dell'Isola, ma ne vale davvero la pena.

GIORNO 3

Nel mio terzo giorno di viaggio ho deciso di visitare l'entroterra di Fuerteventura, ho iniziato la mattinata visitando i piccoli villaggi di Tindaya e Antigua, simili tra loro, il primo conosciuto per la famosa Montaña Sagrada de Tindaya, un monte considerato sacro dai Maho, gli antichi aborigeni di Fuerteventura di origine berbera, si ritiene che praticassero riti legati alla montagna, probabilmente connessi al culto degli astri o a sacrifici, vista la posizione elevata e lo straordinario panorama. Antigua ospita il Museo del Queso Majorero, premiato come formaggio di capra migliore al mondo, suddiviso in aree tematiche sulla capra majorera, la mungitura,la lavorazione e la stagionatura. Successivamente mentre mi dirigevo a Betancuria,ho deciso di aggiungere una breve tappa che si trovava sulla strada, il Mirador de Guise y Ayose, un punto panoramico dedicato agli antichi re di Jandia e Maxorata, rappresentati da due imponenti statue di bronzo alte 4 metri. Arrivato a Betancuria, la Capitale storica delle Canarie,ho subito pranzato in una trattoria local piena di piatti buonissimi a base di capra, La Finca Agrícola; terminato il pranzo ho dedicato un po' di tempo al villaggio, che sicuramente è il più affascinante tra quelli da me visitati, ma anche il più turistico, preparatevi ad avere difficoltà per trovare parcheggio. Finita la breve escursione mi aspettava una mezz'oretta di macchina per arrivare al punto di partenza del percorso per arrivare all'Arco de las Peñitas, un trekking tra le rocce di medio livello che necessita un minimo di allenamento e scarpe adatte dalla durata di due ore circa. Per terminare la giornata ho ripreso la macchina per visitare Ajuy, un villaggio situato sulla costa occidentale caratterizzato da una spiaggia vulcanica color carbone, delle scogliere a picco sul mare e le famose Cuevas de Ajuy, purtroppo chiuse per il maltempo, rimane comunque uno dei punti più stupefacenti visti in questi giorni, grazie alla potenza dell'Oceano che sbatte sulle rocce vulcaniche. Tornando verso l'appartamento mi sono imbattuto in un altro punto panoramico, il Mirador del Risco de Las Peñas, un belvedere stupendo abitato da tanti piccoli scoiattoli pronti a giocare con voi. Per cena ho mangiato un ottimo hamburger da Camello Bandido, Lajares e l'Isola in generale sono pieni di locali fantastici per mangiare.

GIORNO 4-5

Nella giornata successiva, invece, ho optato per un po' di relax, ma purtroppo il clima non era della stessa opinione, sin dalle prime ore della mattina sull'Isola si è scatenato un vento fortissimo e molto limitante, ho deciso comunque di provare a visitare la spiaggia simbolo dei surfisti, Playa de Sotavento, nel sud di Fuerteventura. La spiaggia è stupenda, una distesa infinita di sabbia con acqua cristallina e insenature dorate nel mezzo dell'Oceano in base alle maree; è un paradiso per il windsurf ed il kitesurf. Dopo una breve passeggiata e un tuffo in Oceano però, viste le condizioni climatiche, sono stato costretto a tornare in macchina, resta comunque uno dei punti salienti che durante il viaggio mi ha trasmesso la voglia di tornare il prima possibile. Ad ora di pranzo mi sono spostato poco più a Sud, nel villaggio di Morro Jable, dopo un pranzo veloce con un panino al jamon serrano, ho finalmente trovato un po' di pace nella Playa del Matorral, una spiaggia stupenda con mare calmo e vento debole, sicuramente la più adatta alle famiglie tra quelle che ho potuto visitare. Dopo un paio d'ore il vento è tornato in tromba, e ho deciso di rientrare in appartamento, tralasciando l'ultima parte del mio itineriario, forse il luogo che più desideravo vedere, Playa de Cofete, una delle spiagge più selvagge ed incontaminate di tutte le canarie, che grazie al territorio arido ed alle montagne che finiscono direttamente nell'Oceano regalano un panorama mozzafiato. Tornerò sicuramente per avere la possibilità di visitarla.

Nell'ultima giornata di viaggio, purtroppo, l'aereo di ritorno sarebbe partito alle 10 di mattina, così dopo la colazione sono andato in aeroporto, ho lasciato la macchina a noleggio e sono ripartito in direzione Fiumicino.

CONSIDERAZIONI FINALI

Fuerteventura è un'Isola fantastica, l'ho preferita alla vicina Gran Canaria grazie alla maggior autenticità e la minor presenza di costruzioni e catene alberghiere, l'entroterra è stupendo e rimasto indietro nel tempo e le coste creano un mix di relax per le famiglie e divertimento per i ragazzi. Tornerò sicuramente per stare più giorni, e stavolta noleggerò un Van per vivere appieno ciò che ha da offrire quest'Isola.

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